Pina Rosa – specialista in pubblicità sanitaria – con il suo articolo “Salute online cosa chiedono gli italiani a Dott. Google” (uscito sul Corriere della Sera) – spiega come gli italiani si rapportano al tema “salute” sul Web.
Le motivazioni che spingono gli italiani ad utilizzare Internet per trovare nozioni sulla propria salute sono molteplici: fruibilità del mezzo, garanzia di privacy e di anonimato, facilità di accesso ad informazioni chiare e comprensibili.
Il livello di fiducia che gli italiani ripongono nelle informazioni sanitarie online è piuttosto elevato e la maggioranza afferma di aver trovato risposte utili.
È importante prendere coscienza di come le persone si rapportano al tema “salute” e ai medici stessi, con l’obiettivo di comprendere quali nuove dinamiche si stanno creando nel rapporto tra medici digitalizzati e pazienti informati.
“Dr. Google” è spesso utilizzato come strumento di primo “consulto”, ma questa abitudine non sempre fornisce le giuste indicazioni e molto spesso allarma i pazienti. Infatti Google non può, ovviamente, effettuare una diagnosi corretta e basa le proprie risposte su algoritmi che privilegiano il numero di volte in cui mediamente viene cercato un certo argomento.
In ogni caso questa abitudine è oggi consolidata e tra le patologie più ricercate nel 2023 ci sono:
Vediamo un piccolo approfondimento
Quali sono le patologie più cercate sul web secondo Google?
Dai dati estratti dalle statistiche Google 2023 è possibile notare fra le patologie più cercate: Endometriosi, Vulvodinia e Fibromialgia. Vediamole da vicino:
L’endometriosi è la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.

In Italia il 10-15% delle donne in età riproduttiva è affetta da endometriosi; la patologia colpisce circa il 30-50% delle donne che hanno difficoltà a concepire. Ci sono almeno 3 milioni di donne con diagnosi confermata. Le donne con endometriosi riferiscono dolori mestruali, dolore durante i rapporti sessuali e alla defecazione, talvolta accompagnato da sangue nelle urine o nelle feci. L’endometriosi è causa di sub-fertilità o infertilità (30-40% dei casi) e l’impatto della malattia è alto ed è connesso alla riduzione della qualità della vita. (Fonte MinSal)
La vulvodinia è una sindrome cronica caratterizzata da dolore vulvare non attribuibile clinicamente a altra causa. La sua origine è ancora sconosciuta, ciò significa che il meccanismo che porta la patologia a instaurarsi e cronicizzarsi non è noto e al momento la terapia proposta si concentra sulla cura dei sintomi.
La patologia è spesso mascherata da un’infezione o infiammazione più generale, e il suo decorso e i suoi sintomi possono essere molto variabili: la vulvodinia può essere spontanea (bruciori e fastidi perennemente presenti, senza che ci sia una causa scatenante) o provocata (i fastidi iniziano nel momento in cui la mucosa viene sollecitata: durante un rapporto sessuale, durante l’applicazione di creme o per il semplice contatto con la biancheria).
Il dolore inizialmente può essere localizzato all’esterno, in questo caso si parla di vestibulodinia, in un determinato punto della vulva o in più punti contemporaneamente, oppure può essere generalizzato all’intera zona. I disturbi possono anche scomparire spontaneamente e ripresentarsi in modo del tutto casuale o dopo un piccolo trauma (vulvodinia episodica).
Fortunatamente oggi il problema è stato portato alla luce e se ne parla di più, grazie all’azione di pazienti e specialisti del settore che hanno creato diversi comitati scientifici, associazioni di pazienti e blog on-line, riuscendo a portare il problema all’attenzione anche della politica, consegnando un dossier scientifico al ministro della Salute e promuovendo una proposta di legge in Parlamento che ha come scopo quello di riconoscere la vulvodinia come vera e propria patologia e offri ai pazienti i livelli essenziali di assistenza.
La fibromialgia è una patologia reumatica non infiammatoria caratterizzata da dolore cronico diffuso che colpisce oltre 2 milioni di persone in Italia, più spesso donne in età adulta.
Le cause esatte dell’insorgenza della fibromialgia non sono note, ma si suppone che multipli fattori genetici e ambientali (esempio infezioni o traumi psico-fisici) possano concorrere allo sviluppo della malattia. L’ipotesi più accreditata è che alla base del dolore cronico ci sia una compromissione del modo in cui il cervello processa lo stimolo doloroso.
Quello associato alla fibromialgia è generalmente un dolore costante, prevalentemente muscolo-tendineo, che coinvolge più regioni corporee.
Endometriosi, Vulvodinia e fibromialgia: come trattarle coi farmaci

È giusto precisare che, ad oggi, non esiste una cura definitiva per queste patologie, pertanto la terapia viene personalizzata sulla singola paziente:
- L’approccio all’endometriosi può essere di tipo:
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- farmacologico, assunzione di farmaci ad azione ormonale che hanno lo scopo di interrompere l’attività ovulatoria.
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- chirurgico, consiste nell’asportazione del tessuto endometriale e delle eventuali cisti.
La scelta va concordata con lo specialista e il trattamento viene stabilito in base alle caratteristiche della paziente.
- La terapia proposta per la Vulvodinia, richiede la presenza di più specialisti tra medici, fisioterapisti, ostetriche, psicologi, nutrizionisti. Gli approcci possono essere differenti:
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- Riabilitazione del pavimento pelvico;
- Pomate a base di cortisone, Pomate a base di estrogeni;
- Antidepressivi per via orale;
- Anticonvulsivi per il trattamento del dolore neuropatico;
- Oppioidi (nei casi più gravi);
- Integratori Alimentari, come quelli prodotti da Sanitas Farmaceutici.
- La fibromialgia richiede un approccio multidisciplinare, che si realizza con la combinazione di:
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- Terapie farmacologiche, la scelta del farmaco deve essere guidata dai sintomi dei pazienti. Le opzioni comprendono analgesici, anti-infiammatori non steroidei, miorilassanti, ipnotici, sedativi, antidepressivi;
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- Trattamenti riabilitativi, per migliorare il tono muscolare e ridurre la percezione del dolore;
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- La psicoterapia.
Nervana: Un alleato contro il dolore
Le patologie sopra citate hanno un comune denominatore: il dolore.
Dopo diversi anni di ricerca su sostanze naturali, Sanitas Farmaceutici scopre e brevetta Nervana, acronimo di NATURAL nerve-analgesic.
Nervana è un integratore alimentare, con formulazione brevettata, a base di estratti titolati di Acmella oleracea e Boswellia serrata che favorisce la funzionalità articolare, contrasta gli stati di tensione localizzati e il malessere generale.
Nervana può essere utile in associazione alle terapie farmacologiche per problematiche croniche e trattamenti a lungo termine, nelle seguenti aree terapeutiche che hanno in comune il dolore generalizzato: dismenorrea, neuropatia del pudendo, vulvodinia, dolore pelvico, endometriosi, fibromialgia, LBP (low back pain).