Roma – Il 7 maggio, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, si è svolto l’evento “Dolore invisibile, impatto reale: Piano Nazionale per le Malattie Invisibili”. E’ stato un importante momento di confronto istituzionale, clinico e sociale dedicato alle patologie croniche invisibili.
L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionato di Sanitas Farmaceutici, ha rappresentato un’occasione di alto valore scientifico e umano, mettendo attorno allo stesso tavolo medici, istituzioni, associazioni pazienti, professionisti sanitari e rappresentanti del mondo della comunicazione.
Dopo gli interventi istituzionali dell’On. Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che ha promosso l’iniziativa, dell’On. Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e dell’On. Claudia Carzeri, consigliere regionale Lombardia, il Convegno è entrato nel vivo con la sessione clinico-scientifica dedicata alle malattie invisibili e al dolore cronico.
Mauro Cervigni, del Dipartimento di Urologia “La Sapienza” Università – Polo Pontino ICOT Latina, ha affrontato il tema dal punto di vista urologico, illustrando nuove evidenze e criticità cliniche.
Gianluca Bruti, medico neurologo, PhD e dottore di ricerca in Neuroscienze, ha evidenziato l’impatto invalidante del dolore cronico neuropatico.
Massimiliano Marziali, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia, ha sottolineato quanto sia importante ascoltare il paziente e fare una terapia personalizzata.
Katiuscia Menni, responsabile dell’équipe radiologica dell’Ospedale San Pellegrino e del Gruppo Mantova Salus, ha posto l’attenzione sul ritardo diagnostico nell’adenomiosi e nell’endometriosi, illustrando il ruolo della risonanza magnetica nei percorsi di diagnosi precoce.
Annamaria Servadio, fisioterapista e Presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, si è soffermata sui bisogni assistenziali reali.
Giuseppe Cavallaro, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale presso l’Ospedale ICOT e Professore Associato di Chirurgia Generale all’Università La Sapienza di Roma, ha trattato il tema della diastasi addominale, patologia spesso sottovalutata ma fortemente impattante sulla funzionalità, sul dolore e sulla qualità della vita.
Dora Caterina Pultrone, medico chirurgo specialista in ginecologia e ostetricia e Direttrice dell’Ambulatorio per la di Nuova Villa Claudia, ha infine approfondito il tema della vulvodinia e della necessità di riconoscere e trattare adeguatamente il dolore femminile invisibile, spesso associato a patologie concomitanti come fibromialgia, neuropatia del pudendo ed endometriosi.
Particolarmente toccanti e significative anche le testimonianze delle pazienti e dei rappresentanti delle associazioni che hanno portato all’attenzione delle istituzioni il peso quotidiano delle malattie invisibili e il bisogno di un reale riconoscimento sociale e sanitario.
Da più parti è emerso con forza come l’approccio a queste patologie debba necessariamente essere multidisciplinare, integrando competenze ginecologiche, neurologiche, fisioterapiche, psicologiche e terapeutiche. È stata inoltre sottolineata l’importanza di inserire queste patologie nei LEA, affinché venga garantita una presa in carico strutturata e uniforme sul territorio nazionale. In questo senso, la legge regionale già approvata dalla Lombardia rappresenta un importante apripista per il resto del Paese.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del ritardo diagnostico, che comporta conseguenze pesantissime non solo sulla qualità della vita, ma anche sul piano economico. Si stima infatti che il dolore cronico abbia un costo sociale di circa 62 miliardi di euro l’anno e che ogni paziente sostenga mediamente una spesa personale di oltre 6.300 euro annui. È inoltre emerso un dato significativo: il 58% delle donne assume analgesici senza consultare il medico, segnale di una sofferenza spesso non ascoltata o sottovalutata.
È stato ricordato che chi soffre di vulvodinia presenta frequentemente patologie associate come fibromialgia, neuropatia del pudendo ed endometriosi, rendendo necessario un approccio terapeutico integrato e multidimensionale.
Molti interventi hanno infine posto l’attenzione su un tema culturale ancora troppo presente: il mancato riconoscimento del dolore femminile e la difficoltà, per molte pazienti, di ottenere diagnosi tempestive e percorsi adeguati di cura. Tema quest’ultimo sottolineato anche da Chiara Natale, influencer conosciuta come Chiara la Pelvi, nonché co-conduttrice del Vodcast “A voce Alta” di Sanitas Farmaceutici.
Il Piano Nazionale per le Malattie Invisibili sta proseguendo il suo percorso di sviluppo e confronto istituzionale, e Sanitas Farmaceutici continuerà a essere in prima linea nel supportare iniziative di sensibilizzazione, informazione scientifica e attenzione concreta ai bisogni dei pazienti.